Doparie: cosa sono?

 

Le doparie sono una nuova proposta di democrazia partecipativa, che è stata elaborata basandosi su studi scientifici sulle emozioni e sulle esperienze dei movimenti italiani della società civile. Sorta di CANALE COMUNICATIVO, consultivo o propositivo, su temi e questioni aperte di opposizione o di governo, le doparie non sono aperte a tutto il corpo elettorale, ma sono riservate ai cittadini che si riconoscono in un determinato partito o coalizione (di governo o di opposizione), come le primarie

 

Doparie: il nome può suonare male e sembrare strano; in realtà ha un significato duplice: si collega al termine primarie: mentre le primarie si fanno prima delle elezioni per scegliere i leader, le doparie si fanno dopo le elezioni per prendere decisioni di opposizione o di governo; fa venire in mente il fenomeno del doping, però, in questo caso si tratta di doping benefico: come il movimento del corpo fa bene al cervello, così i movimenti della società civile e la partecipazione democratica possono aiutare i partiti a governare.

 

Le ricerche del prof. Frey di Zurigo dimostrano che la possibilità di incidere sulle decisioni politiche dei cittadini svizzeri aumenta la loro felicità nei cantoni dove è maggiore la partecipazione democratica, al di là del reddito percepito.

 

E' importante sottolineare che il maggiore distacco tra politica ed elettori avviene proprio dopo le elezioni, quando i politici, dopo essersi presi i voti, tendono a dare poco ascolto a quello che dicono e vogliono i cittadini. Ed è proprio nel periodo dopo le elezioni che potrebbero agire le doparie, per colmare il distacco tra politica e problemi quotidiani dei cittadini.

 

Lo strumento delle doparie non è solamente utile per scegliere progetti o politiche alternative, ma principalmente a rivitalizzare il rapporto oramai deteriorato tra partiti e loro elettori.

Le doparie non servono per tirare fuori un programma. Né è possibile concepire una vita politica interrotta continuamente da referendum consultivi e propositivi sui temi più disparati. Le doparie possono essere utilizzate - diciamo - al massimo una volta l'anno per  consultare gli elettori dopo le elezioni, su temi fondamentali non prevedibili o non previsti nel programma elettorale della coalizione, o su temi su cui dopo le elezioni non c'è accordo nella maggioranza di governo. O, nell’altro senso, possono servire agli elettori per imporre nell'agenda politica temi che sono vicini ai problemi quotidiani e a cui i politici non danno risposta. Lo stesso potrebbero fare anche i partiti o coalizioni di opposizione, al fine di tenere unita l’opposizione dentro il parlamento e l’opposizione della società civile. 

L’utilità delle doparie potrebbe consistere nel rafforzare il sistema politico e migliorare la qualità della democrazia rappresentativa; convincere gli indecisi e i delusi della politica ad andare a votare; avvicinare la politica ai problemi quotidiani della gente; fornire ai movimenti strumenti di controllo sulla politica; aiutare gli eletti a non finire succubi delle dinamiche del potere; consentire alle persone comuni di realizzare una più costante democrazia partecipata; spingere i cittadini a interessarsi delle questioni pubbliche e a prendere decisioni coraggiose.

Il meccanismo delle doparie è ancora tutto da costruire. E' giusto che un partito o coalizione di governo (o di opposizione) chieda al suo elettorato, su alcuni punti non inseriti nell'agenda politica della maggioranza e nel programma elettorale, un parere sulla posizione o sulla decisione da prendere. Come e' giusto anche il percorso contrario: ovvero, che sia l'elettorato a chiedere di porre alcune questioni al vaglio di un voto consultivo, prima di prendere una determinata decisione. In questo senso, le 'doparie ' possono essere attivate sia dall'alto, dal governo o dai partiti, che dal basso, dalla società civile.

Qualcuno potrebbe chiedersi: che differenza c'è tra sondaggi all'americana e doparie? Ce n'è  almeno una, fondamentale. I sondaggi possono dire tutto e il contrario di tutto, dipende molto dal tipo di domande e quindi da chi li commissiona. Spesso i risultati non vengono resi noti, ma solo accennati per influenzare l'opinione pubblica. Ma la differenza essenziale consiste nel fatto che nei sondaggi viene chiesto un parere a un campione di popolazione che è completamente ignara dei risvolti della questione oggetto del sondaggio, e che risponde in base alla superficiale impressione del momento. Contrariamente alle doparie, dove il cittadino sapendo di dover esprimere un parere importante che può incidere nelle decisioni politiche ha il tempo e la motivazione di informarsi e di approfondire, creandosi un'opinione che è sicuramente più consapevole di quella data in un sondaggio.

Questa è l'esperienza nella patria dei referendum, la Svizzera, dove i cittadini sono felici di poter studiare i problemi e di esprimere il proprio parere. E' accaduto recentemente riguardo alla complessa questione degli OGM, su cui si è aperto un largo e acceso dibattito.

Qualcuno potrebbe obiettare che i referendum in Italia sono oramai impopolari e che sono dieci anni che non ne passa uno. E' vero. Ma ci sono differenze importanti tra referendum e doparie. Il referendum in Italia può essere solo abrogativo e non propositivo, mentre le doparie possono essere sia consultive sia propositive. Inoltre, nel caso dei referendum c'è il quorum: tutti quelli che sono contrari si sono resi oramai conto che la strategia più efficace per far fallire un referendum è quella di puntare sull'astensionismo. Poiché fisiologicamente un 25 % della popolazione non va a votare mai, basta aggiungere un 25% motivato di astensionismo per far fallire i referendum. Le doparie non hanno quorum e quindi non possono essere invalidate.

Il risultato delle doparie deve avere valore vincolante per la coalizione  di opposizione o di governo? Molti cittadini sostengono che le doparie debbano avere questo potere obbligante. Come evidenziato da Bobbio (2006), “nulla è più frustrante, per chi partecipa, di accorgersi che le conclusioni raggiunte collettivamente dopo tanto impegno sono ignorate, strumentalizzate o distorte dai policy makers”. C’è però da considerare la questione del vincolo di mandato e dell’insindacabilità parlamentare, come prescritto dagli articoli 67 e numero 68 della Costituzione. E' ragionevole affermare che l’esperienza delle primarie insegna che difficilmente una coalizione di governo può disattendere la volontà chiaramente espressa dal proprio elettorato. Non c’è scritto in nessuna legge che il partito o la coalizione debba poi rispettare concretamente il risultato uscito dalla doparia, ma vale fortemente l’impegno verso le doparie che quella coalizione si è assunta con il proprio elettorato prima delle elezioni. D’altra parte, sempre Bobbio (2006), riferendosi alla democrazia partecipativa, sostiene che “la mancanza di potere vincolante costituisce un suo punto di forza, perché permette interazioni meno imbrigliate, favorisce l’informalità dei rapporti tra i partecipanti, consente loro di confrontarsi in modo aperto senza posizioni precostituite e di inventare soluzioni nuove". Ove lo ritenessero necessario per il bene dell’intera comunità, i leader politici avrebbero comunque la possibilità di disattendere il risultato della doparia e quindi l’opinione prevalente dei loro elettori (che attraverso la doparia sarebbe finalmente manifesta), assumendosi la responsabilità dei capi politici che sanno anche condurre la comunità e non solo venir condotti da essa.

Le doparie rispondono all’energico bisogno di partecipazione, influenza e cambiamento democratici che oramai pervade numerosi cittadini italiani, insoddisfatti dell’attuale sistema di rappresentanza politica.

Il successo delle primarie nazionali del 2005 e del 2007 dimostra che c'è una forte voglia di partecipazione democratica e di politica nuova. Secondo moltissimi italiani, alla mala politica e alla antipolitica si risponde con una maggiore partecipazione democratica.
Come ha scritto Laura, aderendo alle doparie sull'Unità alcuni giorni prima delle primarie:

"Il cittadino, a mio parere, chiede che gli venga data più responsabilità. Forse la proposta di istituire referendum consultivi, può risolvere questo scontento degli elettori, permettendo loro di essere più vicini alla politica, che dal suo canto, ritroverebbe forza e credibilità proprio nel suo valore più alto: la democrazia."

Si possono immaginare le doparie come un istituto semplice e innovativo come quello delle primarie, e una implementazione graduale. Come primo passo, dovrebbero essere gli stessi politici a indirle, per dare una qualche risposta alla crisi della politica.

Un esempio: la tassazione delle rendite finanziarie al 20% è una proposta che spaccava la coalizione dell'Unione nel periodo di governo 2006-2008, nonostante fosse stata inserita nel programma elettorale di governo. Ambedue le fazioni in lotta sostenevano di avere il sostegno della pubblica opinione. Ecco, questo potrebbe essere il tema di una doparia, in cui paradossalmente si chiede agli italiani di alzare le tasse invece di abbassarle... Altri esempi? La Tav in Val di Susa. L'obbligo del doppio prezzo dei beni di consumo, in euro e in lire. L'istituzione di un salario di maternità o di disoccupazione. L'innalzamento dei fondi per la ricerca scientifica, per la scuola e per la cultura...

Le doparie rappresentano una vera discontinuità rispetto alla vecchia politica
C'è anche uno slogan divertente:

<<Doparie. Fatti di vera Democrazia Partecipata>>. 

C'è in giro qualcuno disposto a dargli vita?




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